
Il ministro della Difesa: «Dopo la vittoria di Trump la situazione a Kiev resta drammatica»
Torna a parlare in un’intervista, dopo cinque mesi, Guido Crosetto, ma giura che il silenzio non celava «retroscena»: «Le mie giornate sono scandite, dalla sveglia alle sei e fino a notte, da un continuo, incessante, lavoro con i vertici della Difesa, del Gabinetto, i miei colleghi, italiani ed esteri, per seguire le crisi nel mondo: non sono quasi mai buone notizie… Lavoriamo con grande responsabilità, ansie e inquietudini costanti. Io pranzo alla mia scrivania, lavoro sodo e non mi rimane altro tempo, interviste comprese…».
Il ministro della Difesa appare preoccupato, ma non certo dai destini di governo e maggioranza: «Siamo in piena Finanziaria e i punti su cui c’è qualche, legittima, presa di posizione diversa tra i partiti della coalizione sono pochi». A rendergli «il sonno difficile» è l’instabilità geopolitica: Medio Oriente, Ucraina. E il teatro di guerra sotterraneo, «il conflitto esistenziale tra Iran e Israele, ma dove i primi stanno affinando la capacità di produrre armi nucleari».
Poi ci sono i dossier. Crosetto ricorda quando fu accusato, un anno fa, quando denunciò e fece partire l’inchiesta di Perugia, di aver sollevato un «polverone». Sospira: «Ora tutti ne hanno capito la gravità, dopo le parole di Cantone e Melillo. Se non controllate, queste pratiche illegali resteranno un problema per la democrazia. Io ne sono stato, e ne sono, vittima, anche oggi, ma per mia fortuna non ho mai avuto scheletri nell’armadio. Eppure, ancora la settimana scorsa, ho presentato l’ennesima denuncia. Mi ostino a credere nella giustizia. Non è possibile che un cittadino, non solo un politico, possa essere spiato e “monitorato” senza alcuna ragione, non si sa da chi e perché. Purtroppo, i provvedimenti sui — presunti — colpevoli sono lentissimi».
Si apre un altro fronte: che cosa succede in Corea?
«La decisione presa dal presidente sembra non giustificata e incostituzionale, ma ho letto che è stata revocata poche ore dopo dall’Assemblea nazionale».
La vittoria di Trump cosa cambia per Medio Oriente e Ucraina?
«Sul Medio Oriente, credo che Trump avrà una linea di difesa di Israele ancora più netta di quella, già molto decisa, di Biden. Lì i fronti aperti sono tre. Il primo a Gaza, dove purtroppo continuano a morire, ogni giorno, persone innocenti in un dramma apocalittico di cui non si vede fine».
L’Italia cosa fa?
«Tutto il possibile, a livello di aiuti umanitari di ogni tipo e anche di disponibilità dei nostri carabinieri per andare ad addestrare le forze dell’ordine di un futuro, auspicato, Stato di Palestina. Di più, non possiamo fare. Come in Libano: un anno e otto mesi fa chiesi io, all’Onu, di cambiare le regole di ingaggio della missione Unifil perché solo in quel modo si poteva prevenire una guerra. Ora mi danno tutti ragione».
Qual è allora il problema?
«Sia Hamas sia Hezbollah rispondono all’Iran, cioè al Paese che mira e si propone di distruggere Israele. È questo, lì, il vero, enorme, pericolo: l’esplosione di un conflitto che può vedere in campo armi molto pericolose, dato che l’Iran sta sviluppando le sue tecnologie nucleari».
E sul fronte ucraino?
«La situazione si è complicata ancora di più e resta drammatica. La vittoria di Trump ha dato ai russi la percezione — errata e ben oltre le intenzioni del presidente eletto — di poter accelerare l’offensiva per poi sedersi al tavolo di pace rivendicando i territori occupati. Stanno cercando di fiaccare il popolo ucraino, non solo con le armi che minacciano di usare, come missili a lunghissima gittata che potrebbero colpire Kiev, o l’assurdo ingaggio di 10 mila militari nord-coreani. L’obiettivo di Putin è quello di colpire infrastrutture civili per rendere impossibile la vita, in questo gelido inverno, agli ucraini. La cosa incredibile è che, grazie allo spregiudicato uso di propaganda, fake news, social, sono riusciti a convincere pezzi di opinione pubblica occidentale che i “buoni” sono i russi e i “cattivi” gli ucraini!».
Si varerà un nuovo pacchetto di aiuti per l’Ucraina?
«Sicuramente, fino al 31 dicembre il governo continuerà a mandare aiuti, economici, per le infrastrutture e di difesa. Vogliamo difendere il loro diritto a sopravvivere. Dopo, a partire da gennaio 2025, servirà un nuovo decreto».
Teme che pezzi di maggioranza siano contrari?
«Non penso. Vedremo nelle prossime settimane, ma penso di no: stiamo solo cercando di salvare la vita di tanti. La nostra linea sull’Ucraina non è mai cambiata. Li aiutiamo in ogni modo e sappiamo che deve essere la diplomazia a risolvere il conflitto, non certo gli eserciti».
Intanto la maggioranza si divide su tanti nodi…
«Piccole differenze, ma fisiologiche, punti minori».
Vige la legge del «decide Meloni», come per Fitto?
«Non vedo perché la presidente del Consiglio non avrebbe dovuto sostituire un esponente di FdI con un altro. Né le elezioni né i sondaggi mostrano spostamenti negli equilibri della maggioranza. Meloni ha sempre fatto sintesi in modo equo e generoso».
Secondo Prodi, Meloni va avanti perché si piega sia a von der Leyen sia agli Usa…
«A me pare, semmai, il contrario. E comunque sempre meglio che piegarsi ai cinesi, come fece lui, da presidente Ue, aprendo loro le porte della Wto. Parole senza senso. Piuttosto, il Pse e la sinistra europea, che hanno imposto la svolta cosiddetta ecologista e distrutto l’industria europea dell’auto, vedi i casi Stellantis e Volkswagen, dovrebbero fare mea culpa: scelte scriteriate, illogiche».
Lei lanciò un allarme dossieraggio di cui, un anno fa, non si avevano prove concrete. Oggi è stato sventato?
«Nient’affatto, anzi. Credo che continui come stanno dimostrando, dopo Striano, casi come Bari o Equalize. È incredibile che possa accadere, come è successo a me, che ci siano persone che conoscono ogni tuo movimento bancario, ogni tua azione, ogni spostamento tuo o della tua famiglia, meglio di quanto tu possa e lo condividono con amici giornalisti. Esistono persone che possono sapere, di me, più di quello che so io? È normale che un cittadino possa essere monitorato in ogni cosa che fa, anche totalmente lecita, da persone mosse da malevole intenzioni? Non è ricettazione usare il frutto di illeciti? I diritti costituzionali, privacy, sicurezza personale di un cittadino non contano nulla? Anche negli ultimi mesi ho continuato a fare denunce. Vediamo cosa verrà fuori, ma vedo che i protagonisti della prima denuncia continuano imperterriti».