ECONOMIA
Fonte: La Stampa

Tutte le novità previste dal decreto convertito in legge dalla Camera

Confermato il via alla seconda rata Imu 2013 con l’aumento delle aliquote per banche e assicurazioni, ma anche le norme sulle quote delle Banche nel capitale della Banca d’Italia fortemente contestati dalle opposizioni in aula.

Sono questi i principali contenuti del decreto Imu-Bankitalia convertito in legge sul filo di lama, grazie all’uso della «ghigliottina» decisa per evitare l’ostruzionismo dal presidente della Camera, Lauro Boldrini.

 

Ecco in breve le novità contenute nel decreto:

 

– IMU 2013 TUTTA CANCELLATA, RESTA MINI-IMU: Scompare anche la seconda rata Imu prima casa 2013 e con lei la `storia´ dell’imposta municipale che dal 2014 cambia nome e fisionomia. Viene confermata però anche la mini-Imu pagata la scorsa settimana, cioè la differenza tra quanto dovuto con l’aliquota base o con l’aliquota aumentata dal Comune.

 

– SALATI ACCONTI BANCHE-ASSICURAZIONI: Arriva una conferma anche per l’acconto Ires, salito al 128,5% per il periodo d’imposta 2013, per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa. Quota che poi un decreto ministeriale, con un punto e mezzo in più, ha portato al 130%.

 

– ACCONTI PI SALATI ANCHE PER IMPRESE: Acconti Ires e Irap più salati anche per le imprese: per il 2013 sono arrivati al 102,5% mentre per l’anno d’imposta 2014 si torna al 101,5%.

 

– CLAUSOLA SALVAGUARDIA “PRIMA RATA” IMU: Scatta e si modifica la clausola posta a salvaguardia degli incassi, ottenuti in parte, previsti dalla sanatoria sui videopoker (600 mln di euro) e al maggior gettito Iva per il pagamento dei debiti pregressi delle P.a. (925 mln di euro).

 

– RISCHIO AUMENTO BENZINA MA DA 2015: Slitta al 2015 l’eventuale aumento delle accise sulla benzina.

 

– LA “NUOVA” BANKITALIA: Il Consiglio superiore della Banca d’Italia «valuterà la professionalità e la onorabilità dei soggetti entranti e delle relative compagini, con un diritto di veto». Il tetto delle quote passa dal 5% al 3% con un periodo transitorio che passa da 24 a 36 mesi. L’italianità è salvaguardata dall’obbligo di mantenere per i soci la sede legale in Italia. Perdendola bisognerà necessariamente vendere la propria quota di partecipazione. È poi fissata al 12% l’imposta sostitutiva sulle quote di Bankitalia.

 

– STRETTA SULLE DISMISSIONI: Ministero dell’Ambiente e ministero dei Beni culturali potranno dire la loro sulle dismissioni di immobili pubblici, individuando quelli di particolare interesse culturale o paesaggistico per i quali è considerato prioritario mantenere la proprietà dello Stato. Il tutto però senza compromettere gli introiti previsti dal piano di vendita.

A.N.D.E.
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