Fonte: La Stampa

L’economia stenta tra barriere commerciali, incertezze su commercio e geopolitica, tensioni sui mercati emergenti bassa crescita della produttività e invecchiamento delle economie avanzate

Italia a crescita zero nel 2019: Il Fondo monetario ha corretto al ribasso le stime sulla crescita (Pil) italiana sia per quest’anno sia per il 2020. Dopo il +0,9% del 2018, per il 2019 la crescita è attesa a zero, un decimale più bassa sia rispetto alle previsioni di luglio sia a quelle di aprile. Per il 2020 la crescita è attesa a +0,5% (-0,3 punti su luglio e -0,4 su aprile). A pesare, afferma il Fondo, sono “L’indebolimento della domanda interna, un minore impulso di bilancio e un contesto esterno più debole”.
La pessima performance dell’Italia si colloca comunque – non è una consolazione – in un contesto rallentamento “sincronizzato” dell’economia mondiale, come dice Fmi. “Questa crescita modesta – si legge nei documenti del Fondo – è una conseguenza delle crescenti barriere commerciali; di una elevata incertezza su commercio e geopolitica; di fattori idiosincratici che causano tensioni macroeconomiche in diverse economie dei mercati emergenti; e di fattori strutturali, come la bassa crescita della produttività e l’invecchiamento demografico nelle economie avanzate”. La stima della crescita globale 2019 è stata abbassata al 3%, al 3%, il livello più basso dalla crisi finanziaria globale, più basso di quasi un punto percentuale (0,8) rispetto al 2017.

A.N.D.E.
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