Dopo la richiesta di legge marziale del presidente e la marcia indietro seguita al voto dell’Aula anche la maggioranza chiede il passo indietro del leader. Ministri e alti funzionari dell’ufficio presidenziale offrono dimissioni in massa. Si dimette anche il ministro della Difesa
Ambasciatore: Usa incoraggiati da vostra resilienza
Gli Stati Uniti sono «incoraggiati dalla resilienza della democrazia coreana», ha dichiarato il loro ambasciatore in Corea del Sud all’agenzia di stampa Yonhap. «Siamo preoccupati per gli eventi della scorsa notte… Gli Stati Uniti sostengono la democrazia e il popolo coreano per risolvere le questioni in modo pacifico, democratico e costituzionale», ha detto Philip Goldberg. Ieri sera si temeva che la Corea del Nord potesse approfittare del caos nel Sud per aumentare le tensioni, aggiunge Goldberg. L’ambasciatore afferma che l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della Corea del Sud è «incrollabile» e che gli Stati Uniti sono «sempre all’erta e preparati».
Rutte, `monitoriamo quando accadde in Core del Sud´
«Seguiamo minuto per minuto ciò che avviene in Corea del Sud, che è un alleato chiave della Nato nell’indopacifico insieme a Giappone, Australia e Nuova Zelanda». Lo ha detto il segretario generale Mark Rutte precisando però di non voler commentare oltre al momento, dato che i sudcoreani stessi stanno cercando di «gestire la situazione».
Corea Sud, `voto su impeachment Yoon atteso in settimana´
Sei partiti di opposizione in Corea del Sud hanno deciso di accelerare il passo per la messa in stato d’accusa del presidente Yoon Suk-yeol dopo il caos della legge marziale durata appena sei ore, con il deposito della mozione di impeachment in Parlamento e la sua votazione ritenuta «possibile già entro la fine della settimana». Lo riportano i media di Seul. La mozione depositata fa aumentare le pressioni su Yoon, tra le spinte a fare un passo indietro `volontario´ e quelle per costringerlo a dimettersi, dopo la legge marziale di appena sei ore durante le quali i militari hanno accerchiato e sono entrati nel Parlamento prima del voto unanime di revoca del provvedimento d’urgenza da parte dei deputati. Mettere sotto accusa Yoon richiede il sostegno di due terzi del Parlamento, 200 sui 300 deputati totali, e poi il supporto di almeno sei giudici della Corte costituzionale. La mozione dovrebbe essere messa ai voti già venerdì 6 dicembre, ha riferito il deputato del partito Democratico Kim Yong-min, ma è anche possibile uno slittamento al 7 dicembre.
Borse asiatiche: deboli e miste, Seul maglia nera perde l’1,4%
Il terremoto politico nella Corea del Sud fa calare gli indici della Borsa di Seul che ora cede l’1,4% mentre il won riprende leggermente fiato sostenuto dal sospetto intervento della banca centrale e dopo che era crollato nella notte. Questo l’effetto dell’inversione di rotta sulla dichiarazione di legge marziale da parte del presidente Yoon. Gli altri mercati asiatici sono rimasti invece sostanzialmente stabili. Tokyo si avvia a chiudere in rialzo, +0,06%, mentre Shanghai e Hong Kong cedono rispettivamente lo 0,88% e lo 0,17%. L’indice SZSE cede l’1,18%.
Media: procedura impeachment Yoon al voto il 6/12
La procedura di impeachment per il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol dopo lo scontro sulla legge marziale potrebbe essere votata il 6 o il 7 dicembre. Lo riferisce l’agenzia di stampa coreana Yonhap.
Secondo Yonhap, sei partiti di opposizione sudcoreani hanno presentato un disegno di legge che chiede l’impeachment del presidente Yoon Suk Yeol. Il disegno di legge è stato depositato all’Assemblea nazionale, l’organo legislativo del Paese, alle 14:40 ora locale. I sei partiti, tra cui il principale partito di opposizione, il Partito Democratico, hanno deciso di proporre congiuntamente la mozione di impeachment contro Yoon in seguito alle diffuse reazioni negative in tutto lo spettro politico per il suo decreto di legge marziale di breve durata. Si prevede che il disegno di legge verrà sottoposto alla sessione plenaria dell’Assemblea nazionale domani, mentre la votazione è prevista per venerdì o sabato. Secondo la costituzione sudcoreana, l’impeachment deve essere proposto dalla maggioranza del parlamento e approvato da due terzi di tutti i deputati. La proposta andrebbe poi alla Corte costituzionale, una delle corti più alte della Corea del Sud, insieme alla Corte suprema. Almeno sei giudici devono accettare di procedere con l’impeachment, secondo la costituzione. A quel punto, il presidente verrebbe sospeso dall’esercizio del suo potere durante il processo, fino a quando non verrà pronunciata la sentenza di impeachment.
Corea Sud, `voto su impeachment Yoon atteso in settimana´
Sei partiti di opposizione in Corea del Sud hanno deciso di accelerare il passo per la messa in stato d’accusa del presidente Yoon Suk-yeol dopo il caos della legge marziale durata appena sei ore, con il deposito della mozione di impeachment in Parlamento e la sua votazione ritenuta «possibile già entro la fine della settimana». Lo riportano i media di Seul.
Corea del Sud, il premier invita ministri ad adempiere ai propri doveri
Il premier sudcoreano Han Duck-soo ha detto di avere una certa responsabilità in merito alla situazione che circonda la dichiarazione di legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol, in qualità di capo del gabinetto. In una nota inviata ai media, Han ha rimacarto di aver chiesto «a tutti i componenti del governo di adempiere ai propri doveri e alle proprie responsabilità per il benessere della nazione e della sua gente».
Il premier ha anche dichiarato che collaborerà con il suo gabinetto «per servire il popolo con loro fino all’ultimo minuto», in merito alle indiscrezioni relative alle sue dimissioni. Resta da vedere, tuttavia, se tutti i ministri rimarranno al loro posto visto che, secondo i resoconti dei media locali, tutti i componenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Cho Tae-yul e quello delle Finanze Choi Sang-mok, hanno espresso la loro volontà di dimettersi.
«La procedura di impeachment al voto il 6 o il 7 dicembre»
Chiesta la procedura di impeachment per il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, che potrebbe essere votata dal Parlamento il 6 o il 7 dicembre. Lo riporta l’agenzia di stampa di Seul Yonhap.
La Costituzione coreana prevede che una mozione di impeachment debba essere votata dall’Assemblea nazionale non più di 72 ore dopo la sua presentazione.
I quotidiani sudcoreani uniti contro legge marziale
I giornali più importanti della Corea del Sud hanno espresso un giudizio unanime contro l’inaspettata decisione del presidente conservatore sudcoreano, Yoon Suk-yeol, di dichiarare la legge marziale, per poi fare marcia indietro dopo il voto contrario del Parlamento. «Essendo la Corea uno dei Paesi più democratici del mondo, è inevitabile definire» questa legge «una vergogna nazionale», condanna l’influente editoriale del quotidiano conservatore Chosun Ilbo.
L’opposizione minaccia impeachment per il presidente Yoon
«La dichiarazione di legge marziale del presidente Yoon Suk Yeol è stata una chiara violazione della Costituzione. Non è stato rispettato alcun requisito per dichiararla, è stato un grave atto di ribellione e fornisce una base perfetta per il suo impeachment». Lo afferma il principale partito d’opposizione della Corea del Sud, il Partito democratico, che detiene la maggioranza nel Parlamento monocamerale composto da 300 seggi. Il Partito democratico ha dichiarato che i suoi parlamentari hanno deciso di chiedere a Yoon le dimissioni immediate altrimenti avvieranno la procedura di impeachment.
Taiwan monitora sviluppi dopo revoca della legge marziale
Anche Taiwan sta monitorando gli sviluppi in Corea del Sud ed è in contatto con il ministero degli Esteri di Seul per garantire la sicurezza dei suoi cittadini nel Paese. Lo fa sapere il ministero degli Esteri di Taipei. Il dicastero taiwanese ha raccomandato ai cittadini nel Paese di astenersi da raduni politici e manifestazioni di massa.
Seul, alti funzionari offrono dimissioni in massa
Gli alti consiglieri e segretari del presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol hanno offerto le loro dimissioni in massa a seguito dei fatti di ieri. Lo ha riferito l’ufficio di Yoon, aggiungendo che il presidente ha anche rinviato il programma ufficiale che aveva per la mattinata locale di mercoledì. Nella serata locale di martedì Yoon ha dichiarato a sorpresa la legge marziale d’emergenza, che è però rimasta in vigore solo 6 ore, visto che il Parlamento ha votato per la sua revoca, che è stata poi formalizzata in una riunione di Gabinetto intorno alle 4.30 locali.
Poco prima il principale partito d’opposizione, il Partito democratico, che detiene la maggioranza nel Parlamento composto da 300 seggi, aveva esortato Yoon a dimettersi minacciando altrimenti l’impeachment. Ora anche la maggioranza chiede il passo indietro del presidente.
La Confederazione coreana dei sindacati, la più grande associazione intersindacale del Paese con circa 1,2 milioni di membri, ha indetto uno «sciopero generale a tempo indeterminato» fino alle dimissioni di Yoon, affermando che ha «firmato la propria fine al potere».
Le ambasciate a Seul raccomandano cautela
Le ambasciate straniere in Corea del Sud hanno prontamente reagito all’annuncio della revoca della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk Yeol, sollecitando i cittadini dei rispettivi Paesi ad essere cauti ed evitare di partecipare a manifestazioni raduni di massa in attesa dei prossimi sviluppi. Solo alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Giappone, avevano risposto ufficialmente all’inattesa proclamazione della legge marziale da parte di Yoon nella notte di martedì, che ha innescato una crisi istituzionale durata sei ore.
L’ambasciata degli Stati Uniti a Seul ha emesso un avviso oggi, affermando che «la situazione rimane fluida» nonostante la revoca del provvedimento emergenziale da parte di Yoon. L’ambasciata ha anche annunciato la cancellazione degli appuntamenti consolari di routine per i cittadini statunitensi. «I cittadini statunitensi dovrebbero prevedere possibili interruzioni. Quando si trovano in pubblico, dovrebbero prestare attenzione all’ambiente circostante ed assumere precauzioni di sicurezza», recita la nota diffusa dall’ambasciata Usa, che sollecita anche i cittadini statunitensi a «evitare le zone in cui si svolgono manifestazioni e prestare attenzione nelle vicinanze di grandi folle, raduni, proteste o manifestazioni. Anche le manifestazioni pacifiche possono diventare conflittuali e sfociare in violenza».
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno accolto con favore la decisione di Yoon di revocare la legge marziale d’emergenza. «Continuiamo a sperare che le divergenze politiche vengano risolte pacificamente e nel rispetto dello stato di diritto».
Gli Usa «seguono da vicino» gli sviluppi in Corea del Sud
Gli Stati Uniti hanno seguito con attenzione quanto accaduto in Corea del Sud nell’arco delle ultime 24 ore. Lo afferma un comunicato del Dipartimento di Stato Usa. «Accogliamo con favore la dichiarazione del presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, sulla revoca dell’ordine di proclamazione dello stato di emergenza e della legge marziale, in conformità con la Costituzione della Repubblica di Corea, dopo il voto unanime dell’Assemblea nazionale che ha respinto la dichiarazione» – si legge nel testo -. Continuiamo a sperare che le divergenze politiche vengano risolte pacificamente e nel rispetto dello stato di diritto. Riaffermiamo il nostro sostegno al popolo coreano e all’alleanza Usa-Repubblica di Corea, basata su principi condivisi di democrazia e stato di diritto».
Le opposizioni puntano su accuse ribellione contro Yoon
Il Partito democratico presenterà le accuse di ribellione contro il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e altri funzionari. «Presenteremo le accuse di insurrezione» contro Yoon, i ministri di Difesa e Interni, e «figure chiave di esercito e polizia coinvolte, come il comandante della legge marziale e il capo della polizia», ha riferito una nota secondo cui il partito «avrebbe anche spinto per l’impeachment». Han Dong-hun, capo del People Power Party di Yoon, ha chiesto il licenziamento del ministro della Difesa e le dimissioni dell’intero governo. Mentre, a differenza delle anticipazioni dei media, «nulla è stato deciso» su Yoon.
L’opposizione presenterà l’impeachment per Yoon nella plenaria di domani
Il Partito democratico di Corea, principale partito di opposizione della Corea del Sud, ha annunciato oggi l’intenzione di presentare una mozione per la messa in stato d’accusa del presidente Yoon Suk Yeol durante una sessione plenaria in programma domani. Ore prima dell’annuncio, i partiti di opposizione avevano già lasciato intendere l’intenzione di procedere con un impeachment immediato del presidente Yoon, in risposta alla decisione a sorpresa di quest’ultimo di proclamare la legge marziale nel Paese. Un gruppo di oltre 40 deputati di diversi partiti di opposizione aveva già affermato che l’Assemblea nazionale avrebbe dovuto procedere con l’impeachment di Yoon, definendolo «l’artefice di un atto di tradimento legato a una cattiva gestione dello Stato».
Il leader del Partito democratico, Lee Jae-myung, aveva duramente contestato la proclamazione della legge marziale, definendola incostituzionale e illegale. Parlando ai giornalisti subito dopo l’approvazione unanime da parte dell’Assemblea nazionale della mozione per la revoca della legge marziale, Lee ha affermato: «La proclamazione della legge marziale da parte del presidente Yoon non ha assolutamente soddisfatto i requisiti sostanziali previsti dalla Costituzione. Il presidente Yoon ha tradito il popolo. La sua dichiarazione illegale di legge marziale è nulla e priva di valore. Da questo momento, Yoon Suk Yeol non è più il presidente della Repubblica di Corea».
Il capogruppo del Partito democratico, Park Chan-dae, ha dichiarato che dopo aver proclamato la legge marziale, il presidente Yoon non può evitare «l’accusa di tradimento» e di conseguenza dimettersi dall’incarico. Yoon deve «dimettersi immediatamente» dal ruolo di presidente, è la richiesta pressante. Critiche alla decisione, sconfessata all’unanimità dal Parlamento, erano arrivate anche dal Partito popolare, la forza politica dello stesso presidente. «Come partito di governo, siamo profondamente dispiaciuti per la popolazione», ha detto ai giornalisti il leader del partito, Han Dong-hoon. «Il presidente deve spiegare in prima persona e in modo dettagliato il perché di questa decisione», ha detto Han auspicando anche le «immediate dimissioni» del ministro della Difesa, «che ha raccomandato questa misura» e di tutti i funzionari coinvolti nella scelta.
Yoon aveva proclamato la misura ieri notte con l’obiettivo di «sradicare le forze a favore della Corea del Nord e proteggere l’ordine costituzionale liberale» del Paese. Il Parlamento aveva però respinto all’unanimità la decisione di Yoon, peraltro accolta con sorpresa tanto dai suoi alleati politici quanto dal principale partner internazionale, gli Stati Uniti.
Hwang Un-ha, capogruppo del Partito di ricostruzione della Corea, ha dichiarato che «mobilitando l’Esercito Yoon ha compiuto un atto equivalente al tradimento. È chiaro che non può rimanere in carica nemmeno per un momento in più. Pertanto, dobbiamo urgentemente approvare una mozione di impeachment». Hwang ha esortato ogni partito dell’arco parlamentare a sostenere la mozione di impeachment sin da oggi.
Generale dell’esercito: fermezza contro minacce da Corea Nord
Il massimo generale della Corea del Sud, Kim Myung-soo, ha ordinato all’esercito di mantenere una «posizione ferma» di fronte alle possibili minacce della Corea del Nord che per il momento non ha ancora commentato la situazione di caos nel Paese dopo lo scontro sulla legge marziale. L’ammiraglio ha dato l’ordine in una riunione di emergenza dei comandanti, tenutasi dopo la revoca della legge marziale da parte del presidente Yoon.
Yoon Suk Yeol sempre più sotto pressione
«Dimissioni», «responsabilità»: il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è sempre più sotto pressione dopo le critiche dell’opposizione e del suo stesso partito dopo il tentativo di imporre la legge marziale. Yoon, il cui indice di popolarità era già estremamente basso, ha annunciato l’istituzione della legge marziale durante un discorso a sorpresa martedì scorso, accusando l’opposizione di costituire «forze ostili allo Stato». Poi il ritiro.
Nella Corea del Sud, il principale partito di opposizione, il Partito democratico, ha chiesto le dimissioni di Yoon e haannunciato l’avvio di una procedura di impeachment. Il partito del presidente, il People Power Party, ha sottolineato che Yoon «deve spiegare immediatamente e dettagliatamente questa tragica situazione». A dichiararlo in tv il capo del partito che ha sottolineato come «tutti i responsabili dovranno risponderne». Il capo dello staff e i principali collaboratori del presidente «hanno presentato le loro dimissioni», secondo l’agenzia nazionale Yonhap. La Confederazione coreana dei sindacati, la più grande associazione intersindacale del Paese con circa 1,2 milioni di membri, ha indetto uno «sciopero generale a tempo indeterminato» fino alle dimissioni di Yoon, affermando che ha «firmato la propria fine al potere».
L’opposizione annuncia il via alla procedura di impeachment per il presidente Yoon
Il principale partito di opposizione della Corea del Sud ha annunciato che avvierà una procedura di impeachment contro il presidente Yoon Suk Yeol a meno che non si dimetta immediatamente. Anche la maggioranza, riportano i media coreani, chiede il passo indietro del presidente.
Usa e Corea del Sud rimandano le esercitazioni militari congiunte
Gli Stati Uniti e la Corea del Sud rimandano i colloqui sulla Difesa e le esercitazioni militari congiunte che erano in programma per questa settimana. Lo riporta l’agenzia di stampa di Seul Yonhap.
Seul, maggioranza e opposizione chiedono le dimissioni di Yoon
Maggioranza e opposizione in Corea del Sud trovano ancora un’inedita unità d’intenti nella richiesta di dimissioni del presidente Yoon Suk-yeol, dopo il caos della legge marziale dichiarata e poi ritirata. Lo riportato i media di Seul.
Il Giappone preoccupato per la situazione a Seul
Il Giappone osserva con «particolare e grave preoccupazione» l’evoluzione della situazione in Corea del Sud. Lo ha detto il premier nipponico Shigeru Ishiba, che aveva in programma di visitare Seul il prossimo mese per un incontro con il presidente coreano Yoon Suk Yeol. In un punto stampa, Ishiba ha anche riferito che Tokyo non è a conoscenza di «alcuna informazione che suggerisca che cittadini giapponesi che vivono in Corea del Sud siano stati feriti», affermando che il governo sta prendendo tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei propri connazionali, compreso l’invio di avvisi tramite e-mail consolari. Ishiba ha aggiunto che «non è stato deciso nulla di specifico» sul suo viaggio.
Funzionari dell’ufficio presidenziale si dimettono in massa
Alti funzionari dell’ufficio presidenziale della Corea del Sud, incluso il capo di gabinetto, hanno presentato collettivamente le loro dimissioni stamattina a Seul, a seguito della crisi istituzionale innescata dalla decisione del presidente, Yoon Suk Yeol, di proclamare la legge marziale, per poi revocarla dopo circa sei ore.
L’ufficio presidenziale ha comunicato ai giornalisti che «il capo di gabinetto e i segretari senior hanno presentato collettivamente le loro dimissioni». Secondo quanto riferito dai media coreani, gli alti funzionari avrebbero concordato di dimettersi durante una riunione dei segretari senior presieduta dal capo di gabinetto Chung Jin-suk questa mattina.
La Borsa di Seul crolla del -2% in apertura, poi lima le perdite
La Borsa di Seul è scesa del 2% in apertura prima di limitare le perdite nelle prime negoziazioni dopo che il presidente Yoon Suk Yeol ha revocato la legge marziale. All’apertura delle contrattazioni l’indice composito Kospi è crollato a 2.450,76 punti, per poi recuperare leggermente.
Il governo di Seul, intanto, ha
assicurato tutta «la liquidità necessaria a sostegno dei
mercati», mentre la Banca centrale sudcoreana (Bok) ha convocato
un meeting di emergenza per esaminare la situazione.
La moneta sudcoreana, comunque, tiene sul dollaro: il won si mantiene stabile a 1.414,18, con variazioni positive o negative intorno allo 0,02%. Durante le contrattazioni notturne, la moneta asiatica è scesa a 1.430 sul biglietto verde, ai minimi da ottobre del 2022 di 1.432,4.
Gli Usa: bene la revoca della legge marziale
Dopo la Casa Bianca, anche Anthony Blinken ha espresso soddisfazione per il ritiro della legge marziale in Corea del Sud da parte del presidente Yoon Suk-yeol: «Le controversie devono essere risolte pacificamente», ha detto il il segretario di Stato americano.
I sindacati: sciopero generale fino alle dimissioni di Yoon
Il più grande sindacato della Corea del Sud ha indetto uno «sciopero generale a tempo indeterminato» fino alle dimissioni del presidente Yoon Suk Yeol. La Confederazione coreana dei sindacati, composta da 1,2 milioni di membri, ha accusato Yoon di aver portato avanti una «misura irrazionale e antidemocratica», riferendosi al suo tentativo di introdurre la legge marziale prima di fare marcia indietro e affermando che il presidente ha «firmato la sua fine al potere».

Corea del Sud, il presidente parla di nuovo alla nazione e annuncia: «La legge marziale sarà revocata»
Il leader della maggioranza: Yoon deve rispondere di atto tragico
Han Dong-hoon, leader del People Power Party, partito di Yoon Suk Yeol, ha esortato il presidente sudcoreano a spiegare la sua «tragica» decisione di introdurre la legge marziale e ha chiesto il licenziamento del ministro della Difesa della Corea del Sud. «Il presidente deve spiegare direttamente e in modo approfondito questa tragica situazione. Il ministro della Difesa, che ha raccomandato questa legge marziale, dovrebbe essere immediatamente rimosso e tutti i responsabili devono essere ritenuti rigorosamente responsabili».
L’opposizione chiede al presidente Yoon di dimettersi
Park Chan-dae , figura di spicco del Partito democratico della Corea del Sud, ha chiesto al presidente Yoon Seok Yeol di dimettersi. Secondo la Cnn, Park ha affermato che Yoon deve «dimettersi immediatamente» e «non può evitare l’accusa di tradimento» per la sua dichiarazione di legge marziale. I suoi commenti giungono poco dopo che Cho Kuk, capo di un piccolo partito di opposizione ha promesso di mettere sotto accusa Yoon. «Ha lasciato tutti sotto choc – ha detto Cho Kuk -. Il presidente è un essere pericoloso, minaccia la democrazia e la costituzione».