Fonte: Corriere della Sera

di Danilo Taino

Nonostante l’aumento del deficit e il calo del prodotto lordo, il debito pubblico arriverà solo attorno al 70% del Pil. In altri termini, grazie a un bilancio pubblico solido la Germania è in condizioni migliori di altri per rispondere alla crisi


Anche questa volta pare che la Germania sia destinata a uscire dal disastro economico provocato dalla pandemia meglio di altri Paesi europei. Fare previsioni oggi è complicato, significa prendersi un rischio. E lo stesso vale per chi queste previsioni legge: sono incerte, dipendono da molti elementi non conosciuti, dalla durata della crisi ai danni umani e materiali che sta producendo e produrrà. Fatto sta che è opinione diffusa che l’economia tedesca sia in condizioni migliori di molte altre per affrontare i guasti che si stanno producendo. Ieri, per esempio, una serie di think-tank che lavorano assieme allo studio dell’economia della Germania – tra i quali l’Ifo di Monaco e l’Ifw di Kiel – hanno pubblicato la loro previsione (fra le meno pessimiste tra quelle in circolazione).
Ritengono che il Pil del loro Paese crollerà del 4,2% quest’anno per poi riprendersi e rimbalzare del 5,8% nel 2021. Se si tiene conto che la maggior parte delle analisi correnti vedono il Pil italiano crollare di oltre il 10% nel 2020, con punte fino al 12% con un recupero l’anno prossimo, la differenza quantitativa è sostanziale. Nel primo trimestre, la caduta dell’economia tedesca dovrebbe essere stata dell’1,9% del Pil e nel secondo trimestre sarà del 9,8%, stimano i centri di studio tedeschi: la maggiore contrazione dalla fine della Seconda guerra mondiale. La disoccupazione aumenterà di 250 mila persone e raggiungerà quest’anno un picco del 5,9% della forza lavoro. Anche il deficit allargato per il 2020 (federale, degli Stati e delle municipalità, della sicurezza sociale) raggiungerà livelli record: 159 miliardi, il 4,7% del Pil. E qui sta l’elemento interessante: nonostante l’aumento del deficit e il calo del prodotto lordo, il debito pubblico arriverà solo attorno al 70% del Pil. In altri termini, grazie a un bilancio pubblico solido la Germania è in condizioni migliori di altri per rispondere alla crisi. «A questo punto – ha commentato giorni fa uno dei direttori dell’Ifo di Monaco, Niklas Potrafke – è diventato chiaro quanto è stato importante avere respinto le richieste di maggiore debito negli anni scorsi. Ora siamo davvero in una situazione di emergenza e abbiamo i mezzi per rispondere adeguatamente». Considerazione rilevante anche per il futuro dell’Italia, il cui debito, oggi al 135%, lascia pochi spazi di manovra e probabilmente finirà per superare il 150% del Pil.

A.N.D.E.
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