Sette sono i secondi che impiega un missile della milizia filo-iraniana Hezbollah a percorrere lo spazio che i soldati ebraici sorvegliano dalle loro basi in Libano. Parliamo di appena 3-4 chilometri, ma il volo dei razzi si allunga di quel tanto (7 secondi appunto) che basta alle difese di Iron Dome per intercettarli. Cinquanta sono invece i dollari con i quali oggi si compra un kalashnikov in Siria
Donald Trump ha minacciato il Libano: senza accordo sui confini con Israele darà l’autorizzazione a bombardare di nuovo. Beirut vorrebbe eccome una frontiera rispettata e stabile, ma al momento ha non uno, ma due focolai di guerra: gli israeliani che, nonostante la tregua, sparano da cinque avamposti in terra libanese e gli scontri armati con la nuova Siria. Da una parte un paio di morti a settimana. Dall’altra una decina vittime solo nell’ultimo fine settimana. Perché accade questo?Ragioni e ruggini sono infinite, ma due numeri spiegano molto: 7 e 50. Sette come i secondi che impiega un missile della milizia filo-iraniana Hezbollah a percorrere lo spazio che i soldati ebraici sorvegliano dalle loro basi in Libano. Parliamo di appena 3-4 chilometri, ma il volo dei razzi si allunga di quel tanto (7 secondi appunto) che basta alle difese di Iron Dome per intercettarli. Cinquanta sono invece i dollari con i quali oggi si compra un kalashnikov in Siria. Siccome il prezzo in Libano supera i 1.200 dollari, l’affare fa gola. Per metterci le mani sopra si scontrano Hezbollah, Stato islamico, criminali comuni e chissà chi altri.
I sette secondi sono una chiave per la pace con Israele assicurano al Corriere fonti informate delle trattative in corso. Se il Libano invierà suoi soldati a sostituire gli israeliani, Tel Aviv accetterà di ritirarsi. Perché questo accada Beirut deve addestrare e pagare i propri soldati più di quanto faccia Hezbollah. Al momento l’Italia è l’unico Paese che stia effettivamente formando nuove truppe libanesi con la missione Mtc4L del generale Diodato Abagnara. È un merito grosso e ci va riconosciuto. Ci vogliono però anche stipendi più alti, armi, jeep e più ancora «assistenza sociale» per creare consenso: o li mette l’Iran attraverso Hezbollah (e sarà ancora guerra) o li mette qualcun altro e il Libano avrà pace.
Alla frontiera con la Siria è invece difficile sperare che si pareggino i prezzi con il resto del mondo. Però togliere le sanzioni a Damasco aiuterebbe. Insomma, anche in questo caso, se vuoi la pace crea sviluppo.