Seconda in Sassonia per i primi exit poll a chiusura delle urne

Il terremoto in Germania è arrivato come previsto. L’Afd è il primo partito in Turingia con il 33,5% e il secondo il Sassonia, sempre con il 31,5%, dopo la Cdu al 32%.
Sono questi i risultati delle prime proiezioni del voto alle elezioni nei Laender di Turingia e Sassonia dove la partecipazione al voto è stata superiore al 73%, molto più alta di quattro anni fa.
I partiti del governo di coalizione a Berlino subiscono una seria batosta. In Turingia il partito del cancelliere, l’Spd, raggiunge appena il 7%, i verdi il 4% (quindi non supera la soglia di sbarramento per entrare nel Parlamento regionale), mentre il partito liberale retrocede addirittura all’1,3% (molto lontano dalla soglia di sbarramento). Lars Klingbeil, leader dell’Spd, ha espresso autocritica: «La mia tesi è che miglioreremo», riferendosi alla debole prestazione del suo partito, ma anche dei partiti democratici nel loro complesso. Tuttavia l’Spd ha fatto meglio di quanto previsto qualche settimana fa – ha aggiunto Klingbeil –. Ma questo è un risultato che non si può certo festeggiare». L’ascesa dell’AfD in particolare è «qualcosa che non voglio accettare», ha aggiunto Klingbeil, che non vede alcun motivo per conseguenze sul personale dell’Spd e ha ribadito il sostegno al ruolo guida del cancelliere tedesco, Olaf Scholz.
In Sassonia la Cdu rimane il primo partito, come è sempre stata dalla riunificazione delle due Germanie, ma anche in questo Land i socialdemocratici della Spd perdono voti arrivando solo all’8,5%, i verdi sono al 5,5%. Carsten Linnemann, segretario generale dei cristiano-democratici, ha preso atto dell’esito delle elezioni regionali nei due lander e ha ribadito che «gli elettori sanno che non formiamo coalizioni con l’AfD», escludendo così una coalizione con l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD).
Exploit per i rosso-bruni di Bsw, il partito fondato dalla ex leader della Linke Sahra Wagenknecht. In Turingia si collocano al 16% e in Sassonia al 12%. Afd non ha la maggioranza assoluta per governare, ma come ha detto il co-leader del partito Timo Chrupalla commentando a caldo le proiezioni: «senza l’Afd ora non si può fare politica».

A.N.D.E.
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