Fonte: La Stampa

Il capo dello Stato: il nostro non sia un impegno puramente celebrativo, bisogna superare la crisi a cui è giunta l’Unione Europea

La prossima presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea sarà «proponente di un forte cambiamento nelle politiche dell’Unione e anche degli assetti istituzionali dell’Unione». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell’incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari del Parlamento europeo.

L’impegno italiano

Nel discorso diffuso dal Quirinale, Napolitano ha spiegato che «una cosa importante è che l’impegno italiano non è di mera celebrazione della continuità storica del progetto europeo, è un impegno consapevole del punto di crisi cui è giunta la costruzione europea». Napolitano ha ricordato come lui stesso abbia avuto modo di dire a febbraio, nel discorso a Strasburgo, «che mai come negli ultimi tempi, e quindi mai all’appuntamento delle elezioni europee, era stato messo cosi’ radicalmente in questione il progetto stesso».

Il rapporto con i cittadini

In Europa, ha sottolineato il capo dello Stato, la questione «più gravemente irrisolta» è il «rapporto tra elettori ed eletti per quello che riguarda Parlamento europeo e cittadini. C’è un impedimento fortissimo a un rapporto che almeno eguagli in non eccessiva distanza dagli elettori il rapporto che hanno i parlamentari nazionali; oggi la distanza è incolmabile». Ci deve essere – ha aggiunto – un intenso scambio e forse non solo tra Parlamento europeo e Parlamenti nazionali ma, questa è l’idea che un pò mi sono fatto, tra parlamentari europei e parlamentari nazionali. I parlamentari nazionali dovrebbero in qualche modo rispondere ai loro elettori anche della politica europea, dell’azione dei loro rappresentanti nel Parlamento europeo e dei loro governi nel Consiglio europeo». «Questo -spiega Napolitano- per dire che c’è molta strada da fare e la nuova legislatura che vi vede qui impegnati e che vi vedra’ tra Bruxelles e Strasburgo impegnati nei prossimi anni è una strada straordinariamente impegnativa. Dobbiamo recuperare il terreno perduto e la fiducia dei cittadini, dobbiamo confrontarci seriamente anche con le contestazioni piu’ radicali del progetto europeo o della prassi nella costruzione europea. Spero che saremo tutti all’altezza di queste prove».

A.N.D.E.
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