Londra big ban

C’è la volontà di superare la Brexit, però Starmer ha escluso un rientro della Gran Bretagna nel mercato unico o nell’unione doganale. E questo restringe moltissimo i margini di manovra

«Siamo determinati a mettere alle spalle gli anni della Brexit e stabilire una relazione più pragmatica e matura con l’Unione europea»: è la dichiarazione di intenti con cui il primo ministro britannico, il laburista Keir Starmer, si è presentato ieri a Bruxelles per incontrare Ursula von der Leyen, un primo passo di quel «reset» dei rapporti fra Londra e Bruxelles annunciato già da mesi. Ma se i toni sono cambiati, la sostanza in realtà resta la stessa: Starmer ha escluso un rientro della Gran Bretagna nel mercato unico o nell’unione doganale e questo restringe moltissimo i margini di manovra. Gli europei, infatti, non intendono concedere un accesso privilegiato a un Paese che resta al di fuori del mercato Ue, che non può essere trattato come un menu «à la carte»: e infatti la presidente della Commissione ha ribadito che bisogna concentrarsi sulla «piena e fedele attuazione» degli accordi esistenti.
Al massimo, dunque, si potranno raggiungere delle intese tecniche di portata limitata. Ciò che sta a cuore a Bruxelles è un accordo sulla mobilità giovanile, in modo da riaprire per gli under 30 la possibilità di andare a vivere e lavorare a Londra, seppure per un periodo determinato: ma in Gran Bretagna qualsiasi cosa che abbia il sapore di un ritorno alla libera circolazione è visto come un tabù. Soprattutto la ministra dell’Interno, Yvette Cooper, è contraria a far salire ulteriormente i livelli di immigrazione, che lei si è impegnata a ridurre: il Labour sente infatti il fiato sul collo del Reform, il partito di Nigel Farage con la sua retorica anti-immigrati.
Il governo di Londra vorrebbe stabilire accordi sulla Difesa, ma anche qui l’estraneità al mercato unico pone limiti all’integrazione in termini di industria bellica. Ci saranno altri incontri fra Starmer e von der Leyen, a partire già da quest’anno, e un vertice formale euro-britannico nel 2025: ma le linee rosse tracciate dall’una e dall’altra parte fanno temere che la relazione fra le due sponde della Manica sia incagliata per il prevedibile futuro.

A.N.D.E.
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