La mossa per dirottare il risparmio degli europei (fermo in banca) sugli investimenti necessari all’industria

Un pacchetto di misure finanziarie di medio e lungo periodo per rispondere al rapporto Draghi e cominciare a delineare la strada per mobilitare i centinaia di miliardi di investimenti privati dei quali l’Europa ha bisogno. È questo l’obiettivo principale del nuovo passo della Commissione per dare linfa alla competitività Ue. Un passo dal nome ambizioso: «Unione dei Risparmi e degli Investimenti». Mercoledì 19 marzo l’esecutivo comunitario presenterà la sua roadmap, che sarà poi sul tavolo dell’Eurosummit una manciata di ore dopo, nel contesto di un vertice dei 27 tutto incentrato su difesa e rilancio dell’industria.

Il percorso delineato da Bruxelles
La roadmap delinea un pacchetto di 19 misure – tra atti legislativi, comunicazioni, monitoraggio e raccomandazioni – da mettere in campo entro i prossimi due anni. Nel documento, di sedici pagine, la Commissione spiega le motivazioni della svolta, su modello americano, che si vuole dare al mercato dei capitali europeo. «Circa il 70% (10.000 miliardi di euro) dei risparmi al dettaglio dell’Ue è attualmente detenuto sotto forma di depositi bancari, mentre solo il 30% è detenuto sotto forma di strumenti del mercato dei capitali», si legge nel testo.

Il restyling finanziario
Da qui l’esigenza di un restyling finanziario, che permetta di arrivare ai 700-800 miliardi di investimenti annui di cui, secondo Mario Draghi, l’Europa ha bisogno. E che dia la spinta necessaria agli investimenti più urgenti in questo nuovo contesto geopolitico. Le misure da mettere a punto sono variegate, la strada è ancora lunga. Ma, sottolinea la comunicazione di Palazzo Berlaymont, «è tempo di passare dalle parole ai fatti»: «La Commissione adotterà misure entro il terzo trimestre del 2025 per aiutare
gli Stati membri a promuovere l’adozione di conti di risparmio e di investimento basati sulle migliori pratiche esistenti. Tali misure saranno accompagnate da una raccomandazione sul trattamento fiscale dei conti di risparmio e investimento», spiega la bozza del documento, che mercoledì approderà al collegio dei commissari.

Le misure allo studio
Le misure vanno dalla rimozione delle barriere per i movimenti di capitali alla spinta all’Unione bancaria, fino ad iniziative finalizzate a mutare la cultura del risparmio dei cittadini europei. Sul piano procedurale le parole d’ordine sono rapidità e integrazione. «Nel secondo trimestre del 2025 la Commissione istituirà un canale dedicato a tutti gli operatori del mercato per segnalare gli ostacoli incontrati nel mercato all’interno del mercato unico e intensificherà l’azione di l’azione esecutiva per accelerare la loro rimozione», è una delle misure presentate.

L’integrazione delle infrastrutture
«Per affrontare gli ostacoli ad una maggiore integrazione delle infrastrutture di negoziazione e post-negoziazione, la Commissione – si legge ancora – presenterà «entro il terzo trimestre del 2026 un ambizioso pacchetto di
proposte legislative, tra cui norme sui depositi centrali di titoli, sulle garanzie finanziarie, sul regolamento e sulla struttura del mercato di negoziazione».

A.N.D.E.
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