Museo cultura

Museo cultura

In tutti i comparti dell’industria culturale comincia già a serpeggiare un senso di rassegnazione

La Germania ha approvato già da un mese misure che ammontano a miliardi di euro per sostenere l’arte e la cultura, aiuti per gli affitti di sale e teatri, studi di artisti, teatri dell’opera, orchestre, musei, con incentivi fiscali, sostegni materiali, una rete di sicurezza sociale per i lavoratori che rischiano il posto a causa della pandemia. In Italia, purtroppo, non c’è settore della cultura che invece non rischi il collasso, la chiusura definitiva, lo spegnersi del polmone culturale. E questa differenza marcherà una distanza sempre più incolmabile tra l’Italia e la Germania. Certo, qui i soldi pubblici sono pochi e infatti è stata lanciata l’idea, appoggiata da associazioni e da autorevoli esponenti della cultura come Andrea Carandini e Carlo Fuortes, di un Fondo per la cultura che porti nuove risorse da affiancare a quelle, necessariamente limitate, dell’intervento pubblico. Magari ci sono idee migliori, ma senza queste risorse il futuro che ci aspetta è la desertificazione del nostro patrimonio culturale.
I teatri non hanno i mezzi per riaprire, le sale cinematografiche chiuderanno, le produzioni cinematografiche avranno difficoltà a riaprire, la cancellazione dei concerti infliggerà un colpo micidiale all’industria discografica, i teatri dell’opera annasperanno senza ossigeno, i musei non potranno allestire nuove mostre, i siti archeologici e la cura dei beni artistici e architettonici rischieranno di restare senza fiato, gli studi degli artisti chiuderanno bottega, come si dice, l’editoria perde colpi, le librerie faranno una gran fatica a riprendersi dopo la chiusura di un paio di mesi. O ci si rende conto che siamo sull’orlo del burrone e che centinaia di migliaia di persone che lavorano nella grande industria culturale rischiano di essere lasciate ai margini, oppure davvero quel polmone si spegnerà. Stento a capire come non ci si renda conto che senza strumenti nuovi di massiccio finanziamento, un grande prestito nazionale con cui gli italiani possono partecipare e investire nello sforzo di non far morire la cultura e l’arte italiane, senza tutto questo il futuro sarà nerissimo. Tutti i comparti dell’industria culturale lo sanno ma comincia a serpeggiare la rassegnazione e la rinuncia. Dovremmo fare in modo di impedirlo e non è piacevole immaginare che se la cultura muore, resta solo un ministero vuoto.

A.N.D.E.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.