POLITICA
Fonte: La Stampa
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L’ex ministro presenta il progetto del nuovo partito. Nodo sulla collocazione: «Vogliamo far ripartire l’area popolare e liberale. Ncd e Udc stanno sparendo»

Far concludere l’era dei partiti personali e delle tante forze di centrodestra frammentate: è l’obiettivo di Corrado Passera e del suo «cantiere» – così come lo ha voluto definire l’ex ministro per lo Sviluppo Economico – che prende vita oggi con il nome di Italia Unica. Cantiere che entro l’autunno diventerà un partito, come annunciano i cento sottoscrittori del programma.

Il nodo riguarda la collocazione di questo nuovo partito. Secondo Passera, la priorità è quella di formare un nuovo grande partito di centrodestra, una delle due «gambe» che possano mantenere in vita il bipolarismo. «Italia Unica vuole inserirsi – continua ancora l’ex ministro – nel vuoto denunciato dalle elezioni per opporsi al Pd di Renzi e per far ripartire l’area popolare e liberale in cui abbiamo forti radici». La questione diventa la formazione di questa area: «Non pensiamo a una federazione di partiti ma a una cosa del tutto nuova – dice Passera – l’importante è che si smetta con i partiti personali, che portano al populismo, una grave malattia».

L’ex amministratore delegato delle Poste Italiane non risparmia critiche alle attuali forze del centrodestra: «Ncd e Udc stanno sparendo in una posizione sussidiaria nel governo, Fi tenta alleanze con forze estreme spingendo i moderati verso il Pd e l’astensionismo». E il Pd è più volte attaccato da Passera, soprattutto sulla questione delle riforme: «Abbiamo bisogno di una legge elettorale che favorisca partecipazione e governabilità, non l’Italicum che altro non è che un Porcellum rivisto. Inoltre, serve una sola Camera, senza i pasticci che si stanno facendo». L’ex ministro ha dubbi anche sugli 80 euro: «Figuratevi se non sono contento che si diano soldi alle famiglie, ma si è persa una grande occasione non dandoli a chi ne ha più bisogno». Il «cantiere aperto» annunciato oggi parte da due punti considerati fondamentali: l’occupazione (mobilitando almeno 400 miliardi di euro) e la democrazia, «oggi in crisi per la sfiducia dei cittadini nella politica», come spiega Passera.

Durante la manifestazione di oggi, svoltasi a Roma agli studios di via Tiburtina, erano presenti alcuni personaggi noti. C’era l’ex ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che però non ha preso la parola ed è uscita prima che l’evento terminasse. C’era anche l’ex presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Giulia Bongiorno, che ha sottolineato l’importanza del ruolo della donna nel futuro del paese e dei partiti. E c’era anche Elisabetta Gualmini, presidente dell’Istituto Catteneo, in veste di «osservatore politico». La Gualmini, parlando con alcuni giornalisti prima dell’evento, ha spiegato cosa può fare ora Italia Unica: «L’idea di stare al centro non funziona in Italia, quindi o ci si butta nel centrodestra o nel centrosinistra, l’ennesimo centrino sarebbe un fallimento».

 

A.N.D.E.
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