Paesi come India, Turchia, Brasile, Sudafrica, Indonesia e molti altri segnalano però all’Occidente che il mondo non può più essere unipolare o bipolare ma multipolare

Chi ha l’età per ricordare la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica ricorda certamente i Paesi Non-allineati. L’invasione russa dell’Ucraina li ha fatti tornare sulla scena politica mondiale: in forma diversa, ma sono di nuovo una realtà che non può essere ignorata. Se oggi da un lato c’è l’Occidente, unito contro l’aggressione di Mosca, e dall’altro ci sono regimi autocratici che vogliono combatterlo — come Russia, Cina, Venezuela — altri Paesi non hanno intenzione di schierarsi con nessuna delle due parti.
Non sono solo i loro governi a non allinearsi e, per esempio, a non imporre sanzioni a Mosca; anche i cittadini non lo vogliono. Un sondaggio reso noto ieri dall’European Council on Foreign Relations (Ecfr) ha misurato l’emergere della nuova forza globale. Mentre il 77% dei britannici, il 71% degli americani e il 65% degli europei (di nove Paesi Ue considerati) ritengono la Russia un rivale o un avversario, il 79% degli indiani e il 69% dei turchi la giudicano un alleato strategico o un partner (lo stesso vale per il 79% dei cinesi). Allo stesso tempo, però, gli indiani vedono come alleati o partner anche gli Usa (87%), la Ue (82%), il Regno Unito (79%), la Turchia (59%). Percentuali simili si registrano fra i turchi. India e Turchia sono prese a modello per quei Paesi che iniziano a essere considerati i Neo-non-allineati. Molto diversi dal movimento che nacque negli Anni Cinquanta del Novecento e si sviluppò nei decenni successivi ispirato da leader come l’indiano Nehru, l’egiziano Nasser, lo jugoslavo Tito, l’indonesiano Sukarno. I loro Paesi oggi sono realtà economiche emergenti, si sono messi il colonialismo alle spalle e soprattutto non hanno più quei riferimenti ideologici spesso anticapitalisti che nel secolo scorso li rendevano più utili a Mosca che a Washington. Inoltre, non sono organizzati in forma di movimento. Paesi come India, Turchia, Brasile, Sudafrica, Indonesia e molti altri segnalano però all’Occidente che il mondo non può più essere unipolare o bipolare ma multipolare. A noi europei dicono che il conflitto in Ucraina è una guerra regionale nostra, non loro. In questo probabilmente sbagliano: se Putin avesse vinto, il guaio sarebbe di tutti. Resta il fatto che il punto di vista dei Neo-non-allineati non può più essere trascurato.

A.N.D.E.
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